Natale In Casa Cupiello

Commedia di Eduardo De Filippo reinterpretata in dialetto antrodocano con finale a sorpresa. È stata rappresentata per la prima volta dalla nostra Compagnia il 23 Dicembre 2012 presso il Teatro Ridotto dell’Aquila. Scenografia, costumi e trucco realizzati dalla Compagnia Teatrale della Misericordia di Antrodoco.

TRAMA
Come ogni Natale, Luca Cupiello prepara il presepe fra l’indifferenza della moglie Concetta e il rifiuto del figlio Tommasino. Il clima di festa è turbato dai soliti litigi fra Tommasino e lo zio Pasqualino e dai problemi familiari di Ninuccia, la figlia, decisa a lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio. Concetta riesce a dissuaderla e a farsi consegnare la lettera indirizzata al governo, ma Luca, ignaro di tutto, la trova e gliela recapita. Quando i due rivali si trovano faccia a faccia al pranzo della vigilia, lo scontro è inevitabile.

LA COMMEDIA ORIGINALE
La commedia forse più nota di Eduardo, Natale in casa Cupiello, portata in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, il 25 dicembre 1931, segna di fatto l’avvio vero e proprio della felice esperienza della Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo”, composta dai tre fratelli e da attori già famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno (Agostino Salvietti, Pietro Carloni, Tina Pica, Dolores Palumbo, Luigi De Martino, Alfredo Crispo, Gennaro Pisano). A giugno Eduardo aveva firmato un contratto con l’impresario teatrale che lo impegnava per soli nove giorni di recite per presentare il suo nuovo atto unico subito dopo la proiezione di un film. Il successo della commedia fu tale che la durata del contratto fu prolungata sino al 21 maggio 1932. Nata come atto unico (l’odierno 2°), Eduardo aggiunse alla commedia altri due atti, quello di apertura (nel 1932 o 1933) e quello conclusivo, dalla cronologia piuttosto controversa (per alcuni fu scritto nel 1934, secondo altri addirittura nel 1943, secondo un’ipotesi più probabile ed avallata più tardi anche dallo stesso autore che però definirà anche più tardi la commedia come «parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni»). Nel Natale eduardiano tutto ruota attorno ad un pranzo natalizio che viene scosso da un dramma della gelosia. Sullo sfondo, il ritratto tragicomico del protagonista, Luca Cupiello, figura ingenua di un vecchio con comportamenti fanciulleschi ed immerso nelle sue fantasie e nel suo amore per il presepe, cui si dedica con passione, apparentemente incurante delle tragiche vicende familiari che gli ruotano attorno. Aspetti autobiografici sono rilevabili nella commedia, sebbene mai confermati dall’autore: i nomi dei protagonisti, Luca e Concetta, sono i medesimi infatti dei nonni di Eduardo.

 

EDUARDO DE FILIPPO

Figlio naturale dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta teatrale Luisa De Filippo, Eduardo e i suoi fratelli furono riconosciuti come figli dalla madre di cui assunsero il cognome De Filippo. Eduardo Scarpetta, sposato il 16 marzo 1876 con Rosa De Filippo, da cui ebbe tre figli: Domenico, Maria e Vincenzo, ebbe una relazione extra-coniugale con Luisa De Filippo (figlia di Luca, fratello di Rosa De Filippo) da cui nacquero Titina, Peppino ed Eduardo.

Eduardo nasce a Napoli nel quartiere Chiaia (secondo alcuni in via dell’Ascensione n. 3[3], per altri in via Giovanni Bausan n. 15[4]). A soli quattro anni è condotto per la prima volta su un palcoscenico, portato in braccio da un attore della compagnia di Scarpetta, Gennaro Della Rossa, in occasione di una rappresentazione dell’operetta La Geisha, al Teatro Valle di Roma.

Cresce nell’ambiente teatrale napoletano insieme alla sorella maggiore Titina, che aveva già agli inizi degli anni ’10 un suo posto nella compagnia di Vincenzo Scarpetta (uno dei figli legittimi di Scarpetta) e al fratello minore Peppino, che assieme ad Eduardo di tanto in tanto viene convocato per qualche apparizione in palcoscenico.

Nel 1912 i De Filippo vanno ad abitare in via dei Mille, e sia Eduardo che Peppino vengono mandati a studiare al Collegio Chierchia, a Foria; qui, tra tentativi di fughe ed insofferenze varie, il piccolo Eduardo inizia a dilettarsi nella scrittura, producendo la sua prima poesia, con versi scherzosi dedicati alla moglie del direttore del collegio. Rientrato a casa, parte per Roma in cerca di indipendenza economica, ospite di una zia ed in cerca di qualche lavoretto nell’ambiente cinematografico, ma senza successo. Tornato a Napoli si cimenta nelle sue prime prove d’attore: prima recita nella rivista di Rocco Galdieri, poi nella compagnia di Enrico Altieri, quindi in altre compagnie come la Urciuoli-De Crescenzo e la Compagnia Italiana. Ed è così che, tra un teatro e l’altro (San Ferdinando, Orfeo, Trianon) conosce Totò, che sarebbe diventato un suo grande amico.

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